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Incontro 29-11-11: STORIA DI UN GOLPE SILENZIOSO


STORIA DI UN GOLPE SILENZIOSO.

Incontro con Solange Manfredi
Martedì 29 novembre · 20.40 - 23.30
Circolo ARCI Spedalino - Via Don Milani, 27 - Agliana (PT)
C'era una volta la Sovranità Nazionale.
Il 1992 fu un anno di allarme e di segretezza. L'allora Ministro degli Interni Vincenzo Scotti, il 16 marzo, lanciò un allarme a tutti i prefetti, temendo una serie di attacchi contro la democrazia italiana. Gli attacchi previsti erano eventi come l'uccisione di politici o il rapimento del presidente della Repubblica. Gli attacchi ci furono - Falcone, Borsellino - ma non si trattò degli eventi previsti dal Ministro degli Interni. L'attacco alla democrazia fu assai più nascosto e destabilizzante.
Anni dopo, l'ex ministro Scotti confesserà a Cirino Pomicino: "Tutto nacque da una comunicazione riservata fattami dal capo della polizia Parisi che, sulla base di un lavoro di intelligence svolto dal Sisde e supportato da informazioni confidenziali, parlava di riunioni internazionali nelle quali sarebbero state decise azioni destabilizzanti sia con attentati mafiosi sia con indagini giudiziarie nei confronti dei leaders dei partiti di governo".
Una delle riunioni di cui parlava Scotti si svolse il 2 giugno del 1992, sul panfilo Britannia , in navigazione lungo le coste siciliane. A bordo c'erano alcuni appartenenti all'élite di potere anglo-americana, come i reali britannici e i grandi banchieri delle banche a cui si rivolgerà il governo italiano durante la fase delle privatizzazioni (Merrill Lynch, Goldman Sachs e Salomon Brothers).  In quella riunione si decise di acquistare le aziende italiane e la Banca d'Italia , e come far crollare il vecchio sistema politico per insediarne un altro, completamente manovrato dai nuovi padroni. A quella riunione parteciparono anche diversi italiani, come Mario Draghi, allora direttore delegato del ministero del Tesoro, il dirigente dell'Eni Beniamino Andreatta e il dirigente dell'Iri Riccardo Galli. Gli intrighi decisi sulla Britannia avrebbero permesso agli anglo-americani di mettere le mani sul 48% delle aziende italiane, fra le quali c'erano la Buitoni, la Locatelli, la Negroni, la Ferrarelle, la Perugina e la Galbani. La stampa martellava su "Mani pulite", facendo intendere che da quell'evento sarebbero derivati grandi cambiamenti e nel giugno 1992 si insediò il governo del prof Giuliano Amato, il quale, per iniziare le privatizzazioni, si affrettò a consultare il centro del potere finanziario internazionale: le tre grandi banche di Wall Street,   Merrill Lynch, Goldman Sachs e Salomon Brothers.

Appena salito al potere, Amato trasformò gli Enti statali in Società per Azioni, valendosi del decreto Legge 386/1991, in modo tale che l'élite finanziaria li potesse controllare, e in seguito rilevare. L'inizio fu concertato dal Fondo Monetario Internazionale, che, come aveva fatto in altri paesi, voleva privatizzare selvaggiamente e svalutare la nostra moneta, per agevolare il dominio economico-finanziario dell'élite... 

Quanto accaduto nel '92 è l'esempio di una delle fasi che ci hanno ridotto nelle attuali condizioni e che - con l'uso di eleborate tecniche di manipolazione dell'opinione pubblica - ci hanno condotto verso la perdita della Sovranità Monetaria prima e alla perdita della Sovranità Nazionale poi. Tutto ciò attraverso l'attuazione di due piani principali: l'adozione la moneta unica e la ratificazione del Trattato di Lisbona. Una moneta a Sovranità Privata la prima e una costituzione mai votata da nessun popolo la seconda. Entrambi i piani hanno privato gli stati (tranne Inghilterra e Germania) dell'esercizio della Sovranità Popolare che la Costituzione garantiva a ciascuno degli stati europei, Italia inclusa.
 
Questo ed altro gli argomenti che   Solange Manfredi , avvocato giurista, tratterà nell'incontro dal titolo   "Storia di un Golpe Silenzioso"   che si   terrà martedì 29 novembre   presso il circolo ARCI "Città Futura" a Spedalino (Agliana), dalle ore   20.40   in poi. Ingresso libero.

Alcuni approfondimenti sul processo di privatizzazione che ben conosciamo: ma che non tutti conoscono nei dettagli:

=> Ricerca sulla legge 386/1991


La privatizzazione dei servizi pubblici locali e delle industrie private in Italia

L'analisi della Corte dei Conti

Con un documento pubblicato il 10 febbraio 2010, ormai ultimata la stagione delle privatizzazioni che prese il via quasi 20 anni prima, la Corte dei Conti ha reso pubblico uno studio nel quale elabora la propria analisi sull'efficacia dei provvedimenti adottati. Il giudizio, che rimane neutrale, segnala sì un recupero di redditività da parte delle aziende passate sotto il controllo privato; un recupero che, tuttavia, non è dovuto alla ricerca di maggiore efficienza quanto piuttosto all'incremento delle tariffe di energia, autostrade, banche, etc ben al di sopra dei livelli di altri paesi europei. A questo aumento, inoltre, non avrebbe fatto seguito alcun progetto di investimento volto a migliorare i servizi offerti. Più secco è invece il giudizio sulle procedure di privatizzazione, che:
« evidenzia una serie di importanti criticità, che vanno dall'elevato livello dei costi sostenuti e dal loro incerto monitoraggio, alla scarsa trasparenza connaturata ad alcune delle procedure utilizzate in una serie di operazioni, dalla scarsa chiarezza del quadro della ripartizione delle responsabilità fra amministrazione, contractors ed organismi di consulenza al non sempre immediato impiego dei proventi nella riduzione del debito »

Trasformazione degli enti pubblici economici, dismissione delle partecipazioni
statali ed alienazione di beni patrimoniali suscettibili di gestione economica.
(Gazz. Uff., 6 dicembre 1991, n. 286)


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