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Comunicato stampa comitato referendario NO-Nucleare

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:


Chernobyl 25 anni

Martedì prossimo cadrà il 25esimo anniversario della catastrofe nucleare di Chernobyl, in Ucraina. Il 26 aprile 1986 alla 1h23, un test di sicurezza andato male faceva esplodere il reattore numero 4 della centrale nucleare.

La deflagrazione era stata talmente potente da aver scoperchiato il reattore, facendo a pezzi la soletta pesante oltre 2000 tonnellate. Il combustibile nucleare aveva bruciato per dieci giorni sprigionando nell’aria elementi radioattivi la cui intensità era pari a quella di 200 bombe come quella caduta su Hiroshima il 6 agosto 1945.

Prima dell’11 marzo l’opinione era che uno scenario come quello di Chernobyl fosse da escludere per le centrali europee, ben più sicure di quelle dell’Ucraina sovietica. La catastrofe di Fukushima ha rilanciato il dibattito della sicurezza. Il Giappone è tecnologicamente più avanzato dell’Europa, eppure non ha saputo evitare il disastro nucleare.

L’Europa è divisa. Austria, Francia, Danimarca e i paesi dell’Est europeo sono fra i primi che si oppongono all’uscita dal nucleare, mentre invece la Germania spinge per la chiusura progressiva di tutte le centrali. Negli altri paesi, fra cui anche la Svizzera, non è stata adottata una posizione definitiva e i dibattiti proseguono, coinvolgendo la popolazione, i partiti politici e i governi.
L’Ucraina, direttamente interessata dal dibattito dichiara di non rinunciare al nucleare. Nel paese sono in funzione ancora quattro centrali. Quella di Chernobyl ha continuato a funzionare sino al 2000.
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links utili: Associazione 26 Aprile - Disastro di Černobyl' - Wikipedia
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NON SONO QUESTIONI DI DESTRA O SINISTRA

Noi ci siamo sempre distinti per non fare delle nostre lotte e battaglie una questione puramente ideologica, non abbiamo mai avuto remore a criticare, quando lo ritenevamo giusto, sia a destra che a sinistra con lo stesso fervore e la stessa passione ma prescindiamo un attimo dalle posizioni pro o contro questi governi ed i loro presidenti, dalle apparenenze e simpatie verso partiti e politici e CHIEDETEVI: perché siamo costretti con sempre più frequenza ed insistenza a chiedere che la gente firmi petizioni ed appelli....

Non sono questioni di parte. Non sono questioni ideologiche: SONO QUESTIONI DI DEMOCRAZIA, DIRITTO E DI GIUSTIZIA


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