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Assemblea pubblica sulla Partecipazione- Sala Consiliare del comune di Prato

Martedì 8/06 si terrà un' assemblea pubblica alle ore 21:00 nella Sala Consiliare del Comune: un Incontro con la cittadinanza per l'esposizione del lavoro fatto e degli obbiettivi futuri del tavolo sulla partecipazione partito dalla precedente assemblea del 1/03/2010 in Palazzo Pacchiani.

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IL coordinatore dell' iniziativa e l'assessore Silli presenteranno,alla presenza del vicesindaco e qualche esponente della regione Toscana, un progetto con lo scopo di permettere alla cittadinanza di esprimersi con delle proprie proposte verso l'  amministrazione cittadina: per l' occasione verrà annunciato l' avvio di un lavoro di modifica all' attuale regolamento comunale sulla partecipazione; un rappresentante dei ragazzi di Gioventù Attiva Pratese (parte della costituente) annuncerà l'avvio del progetto "Casa dello studente": un tentativo di risolvere i gravi problemi abitativi per gli studenti universitari fuori sede, passo iniziale di una proposta più ampia ed articolata per fare di Prato una città universitaria, aumentando le interazioni, integrazioni e le sinergie tra università e territorio.

Verranno forniti tutti i chiarimenti sui metodi organizzativi: dirigente comunale di riferimento, finanziamenti e cosa importante, la certezza di una volontà politica della giunta di ascoltare e collaborare con in questo progetto partecipativo cittadino, affermata anche con l'atto d'indirizzo votato martedì scorso nella riunione di giunta. Seguirà una discussione con il pubblico che potrà intervenire con domande ed osservazioni .

3 commenti:

Alex-G ha detto...

Riporto una informativa firmata dall' assessore alla partecipazione del Comune di Prato:
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Gentili amici,
come ricorderete, il primo marzo 2010 si svolse un’assemblea pubblica, durante la quale discutemmo in merito all’attivazione di percorsi partecipativi.
Alla fine dell’incontro alcuni cittadini dichiararono la propria disponibilità a far parte di un gruppo promotore, con l’obiettivo di definire un progetto per la partecipazione che tenesse conto dei contributi di idee emersi durante l’assemblea.
Il gruppo di lavoro (Costituente) si è quindi impegnato per circa tre mesi, chiudendo questa prima fase con i seguenti risultati:
1.definizione del modello organizzativo
2.disponibilità di Palazzo Pacchiani quale sede dedicata alla partecipazione
3.individuazione delle aree tematiche secondo le quali attivare percorsi partecipativi
4.apertura di un tavolo per l’aggiornamento del Regolamento comunale per la partecipazione. Con l’obiettivo, fra l’altro, di stabilire le modalità di coordinamento con altri organismi di consultazione e partecipazione presenti in città: consulte comunali, forum giovani…
5. bozza di proposta per l’apertura di un sito web
6. assunzione di un atto di indirizzo da parte della Giunta comunale

Allo scopo di presentare in maniera più dettagliata i risultati ad oggi conseguiti, vi invitiamo all’incontro dell’otto giugno, che avrà un carattere operativo nonché propedeutico al passaggio alla fase successiva del progetto di partecipazione.

Con i più cordiali saluti

Giorgio Silli
Assessore alla partecipazione

Alessandro ha detto...

Mi pare giusto anche ospitare delle voci contrarie, critiche per via del fatto che gruppi di cittadini vogliono TENTARE anche la strada di collegamento e dialogo istituzionale con gli organi di governo, fonte questa di legittimi dubbi e diffidenze (viste le esperienze passate, per lo più negative) nessun problema ma sempre che la libera e legittima critica sia fatta nello spirito del confronto costruttivo:

Dal Blog di Primavera Di Prato
lunedì 7 giugno 2010
==>PERCHE’ SIAMO CONTRARI ALLA PARTECIPAZIONE ISTITUZIONALIZZATA

A seguire la relativa replica:
Ogni libera opinione critica è sempre la benvenuta, fa bene alla politica, fa bene alla coscienza individuale e collettiva e comprendo bene la tua diffidenza verso questo progetto che va però inteso come una sperimentazione di un nuovo modello (mai realizzato prima, almeno a livello ufficiale, dalle nostre parti) ma NON necessariamente in contrapposizione al "modello partito", bensì a complemento e senza sperimentazione (anche con il rischio di fallire) NON c'è mai progresso; chiamiamola "ricerca e sperimentazione politica". Si predica la libertà di ricerca in campo scientifico... lasciamola libera (anche di fallire) pure in quello politico.

Ma veniamo al dunque:
tu giustamente prendi atto che i partiti non sono riusciti ad essere il luogo deputato alla partecipazione ma il motivo è semplicemente che NON sono riusciti a realizzarla INTERNAMENTE essendo diventati troppo verticistici (in parte per motivi storici, in parte strutturali). I comitati d' altra parte nascono più da una esigenza di elaborazione alternativa alla politica istituzionale ma con scarsa capacità interlocutoria perchè hanno più caratteristiche di protesta essendo *strumenti di pressione* (legittima dato il fallimento dei partiti) mancando, per loro natura, della necessaria diplomazia per poter essere pienamente propositivi verso le istituzioni, verso le quali occore anche capacità di dialogo e non solo contrapposizione; inoltre tendono ad essere ambiti troppo ristretti e (per evidenti limiti intrinseci) non riescono a rappresentare tutta la cittadinanza mentre la partecipazione è e deve essere intesa in senso molto più ampio ma per questo occorrono strumenti che i comitati NON hanno (a prescindere dal fatto che qua a Prato si sono pure indeboliti, anche se non scomparsi, da dopo le ultime elezioni amministrative del 2009) e che del resto NON è nella loro natura e funzione avere.

I partiti d' altra parte, per loro natura, sono uno strumento troppo vicino alle leve del potere mancando della debita distanza da queste e dagli inevitabili interessi elettorali e di cattura del consenso *di parte* (con le inevitabili e relative lotte) per poter essere da soli uno strumento compiuto per la realizzazione della "SOVRANITA' POPOLARE" (come da Costituzione): infatti insieme ai partiti furono istituiti, le petizioni (locali e nazionali) i referendum e le cosiddette "leggi di iniziativa popolare" MA mancava un LUOGO DI ELABORAZIONE POLITICA a cui i partiti hanno abdicato, per questo nascono le libere associazioni, formali ed informali (come i comitati).
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Alessandro ha detto...

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Occorre dunque puntualizzare e chiarire alcune questioni fondamentali: questo progetto NASCE DAL BASSO, è una proposta che nasce da parte di alcuni comitati ed associzìazioni cittadine (l' iniziativa è stata diffusa e proposta a tutte quelle conosciute, formali ed informali come i comitati ed è e rimarrà sempre valida) che ritrovandosi e discutendo insieme hanno deciso di PROVARE anche questa strada ed è cosa MOLTO diversa dal Town Meeting che è una struttura calata tutta dall' alto, dai vertici istituzionali; infatti (almeno nelle intenzioni dei propositori) le aree tematiche NON saranno individuate a priori da qualche fantomatico organo istituzionale ma dai CITTADINI STESSI che si potranno riunire in gruppi di interesse tematico ma per questo servono regole, strumenti e strutture (dovrebbe essere inutile far notare che altrimenti sarebbe il caos) quindi il progetto avrà una parte SPONTANEA ma organizzata e per forza una parte "istituzionalizzata" che è l' UNICO modo per potersi interfacciare in modo corretto, ordinato ed il più possibile efficace, con il potere politico-istituzionale.
Del resto nalla stesura del progetto NON si poteva totalmente prescindere dalle richieste e dalle legittime esigenze della "parte governativa" verso la quale si intende essere propositivi al massimo grado MA qui termina lo scopo e la finalità di questo strumento: una volta fatta la proposta, corredata di progetto dettagliato e professionale, una volta ottenuta una RISPOSTA con allegata motivazione ed eventuale alternativa, finisce la funzione di questo strumento che serve a RIUNIRE le menti e le volontà cittadine, spogliate di ogni appartenenza a comitati ed associazioni (per libera SCELTA degli stessi propositori, rimanendo comunque sempre informalmente più o meno rappresentate dentro lo strumento partecipativo) per elaborare proposte BEN FATTE, con tanto di professionisti nei vari settori a dare una mano; il RESTO dovranno farlo comitati e associazioni, nel pubblicizzare l' iniziativa ( essendo da loro partita) i relativi progetti, le risposte delle istituzioni.... e nel caso prendere le debite posizioni a seconda delle risposte o... delle loro assenze ma questa è un altra storia.
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Prendiamolo per quello che è senza volergli attribuire più di quel che gli compete e senza cercare di fare delle dietrologie che in questo caso sarebbero ben fuori luogo: Si tratta di un tentativo... che riesca o meno o solo parzialmente poco importa, cio' che importa è che si crea un esperienza e che nessuno potra dire che non ci avevamo nemmeno provato.

LA MADRE DI TUTTE LE BUONE PRATICHE

NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL' ACQUA E DEI BENI COMUNI

La guerra dell' acqua - www.acquabenecomune.org
Saranno fornite le date dei banchetti raccolta firme per IL REFERENDUM: "l'Acqua bene comune e non merce".
SI E' CONCLUSA CON GRANDE RISCONTRO E SUCCESSO DI PUBBLICO LA RACCOLTA FIRME A SOSTEGNO DEL REFERENDUM NAZIONALE PER LA RIPUBBLICIZZAZIONE DEL SERVIZIO IDRICO: andiamo avanti con la programmazione delle attività di promozione ed informazione fino allo svolgimento effettivo del REFERENDUM
FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L'ACQUA-COMITATI CITTADINI PER L'ACQUA PUBBLICA, AREA PRATESE: CAMPAGNA NAZIONALE "SALVA L'ACQUA", RACCOLTA FIRME NAZIONALE X RICONOSCERE L'ACQUA COME BENE COMUNE ED IL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO QUALE SERVIZIO PUBBLICO LOCALE PRIVO DI RILEVANZA ECONOMICA

Forum Italiano dei Movimenti per l'acqua

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NON SONO QUESTIONI DI DESTRA O SINISTRA

Noi ci siamo sempre distinti per non fare delle nostre lotte e battaglie una questione puramente ideologica, non abbiamo mai avuto remore a criticare, quando lo ritenevamo giusto, sia a destra che a sinistra con lo stesso fervore e la stessa passione ma prescindiamo un attimo dalle posizioni pro o contro questi governi ed i loro presidenti, dalle apparenenze e simpatie verso partiti e politici e CHIEDETEVI: perché siamo costretti con sempre più frequenza ed insistenza a chiedere che la gente firmi petizioni ed appelli....

Non sono questioni di parte. Non sono questioni ideologiche: SONO QUESTIONI DI DEMOCRAZIA, DIRITTO E DI GIUSTIZIA


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