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ANCORA EMERGENZA ALL'INCENERITORE DI MONTALE

COMUNICATO STAMPA
A fronte di ripetuti episodi di mala gestione dell’inceneritore di Montale e del superamento del livello di attenzione per le diossine, la Provincia continua a negare l’accaduto (comunicato stampa del 25 novembre), nonostante essa stessa abbia emesso ben due Ordinanze di Diffida (la n° 1776 del 25/08/09 e la 2275 del 29/10/2009) nei confronti del gestore dell’impianto.
Gli atti di diffida non sono stati pubblicati sul sito, ma i comitati hanno potuto leggerli grazie al Comune di Montale che, più responsabilmente e con maggiore trasparenza, li ha messi a loro disposizione.
E che dire dell’ARPAT, e delle palesi contraddizioni in cui si muove ?
Nel sito della Provincia di Pistoia si può ancora leggere l'incredibile assoluzione dell'inceneritore fatta da ARPAT quando, riferendosi alla sua indagine ambientale affermava che i risultati (di pesante contaminazione da diossine, “non appaiono assolutamente correlabili con la possibile deposizione di emissioni provenienti dall'impianto di incenerimento”.
Quella era la verità per il popolo, oggi al Sindaco di Montale che chiede chiarimenti per la situazione ambientale (lettera del 9 novembre), ARPAT risponde: “non abbiamo mai smentito una diretta riferibilità dell'inquinamento presente in zona all'inceneritore di Montale”.

Affermazioni preoccupanti, incredibili. contraddittorie.

L'ARPAT dimostra ancora una volta il grado della sua affidabilità,  nella mancata segnalazione del superamento del limite d'attenzione per la diossina, proprio quel “limite d'attenzione” che avrebbe dovuto conoscere bene, visto che l’aveva proposto lei stessa, in alternativa ai limiti più restrittivi richiesti dall'ASL 3 in fase di rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) per l’inceneritore di Montale. Proprio in quella occasione dove, senza alcuna esitazione, ARPAT aveva dato il parere favorevole all'ampliamento dell'inceneritore a 150 T/giorno..

E che dire dei mancati controlli dei rifiuti pericolosi in ingresso all'inceneritore, controlli che pure sono previsti dalla Legge e dalle direttive della regione Toscana ?
Sicuramente su questo ARPAT ha poco da dire visto che secondo loro, all’inceneritore di Montale arrivano solo i rifiuti solidi urbani (R.S.U.) prodotti nei Comuni di Montale, Agliana e Quarrata e in minima parte rifiuti ospedalieri trattati e che le prove le fa solo quando l'inceneritore brucia rifiuti urbani e non come prescrive la legge nelle più gravose condizioni di funzionamento.
Sappiamo invece, e lo sa anche il gestore, che all’inceneritore di Montale si possono bruciare anche rifiuti industriali potenzialmente pericolosi provenienti da tutta Italia e anche ROT (Rifiuti Ospedalieri Trattati) e farmaci scaduti e sostanze stupefacenti anche questi provenienti da tutta Italia.
Sarà mica questa la spiegazione del fatto che nei controlli fatti da ARPAT il PCB – quello che aggrava la già pesante contaminazione del territorio e che tutti si chiedono da dove arrivi – è assai più basso di quanto risulta negli autocontrolli fatti dal gestore ?
Sarà mica perché quando controlla ARPAT l’inceneritore va al minimo?
Che cosa aspetta il Consiglio regionale a investigare sull'operato dell'ARPAT di PT? Ha qualcosa da dire la giunta ed il consiglio provinciale di Pistoia?
E' possibile il rispetto della legge a Pistoia?
Chiediamo che in una situazione di questa gravità, in via cautelativa l’inceneritore venga immediatamente chiuso e che finalmente intervenga la Procura Generale della Repubblica, i Carabinieri del NOE e, stante la situazione disastrosa dei bilanci del CIS che vessa i cittadini e imprese con tariffe esose e minaccia di non pagare i lavoratori, anche la Guardia di Finanza.

COORDINAMENTO DEI COMITATI DELLA PIANA FIRENZE – PRATO - PISTOIA
COMITATO PER LA CHIUSURA DELL’INCENERITORE DI MONTALE
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